Sorse il sole
prima ch'io rivelassi
strascichi di
sciabole luccicanti.
Figure bramanti,
s'univano solidali
in istanti rubati
al musico tempo
e scivolando
sul lustro pavimento,
scandivano ritmi
baciati.
Eccoti,
Passiflora ambigua;
petali e sepali
retroflessi,
sfumati
nel rosa chiaro
d'amplessi.
Sapessi,
quanti passi
sono occorsi
per scoprire
com'e stretto
lo spazio di una stanza,
momenti
trascorsi,
sfiorando
vesti d'organza.
Non abbastanza
è il tempo che ci lega,
un sigaro acceso
sopra un pianoforte,
note distorte,
zaffate
d'odore acre.
Sacre
sono le formule
del nostro ballo
corpi di metallo,
e tremule fiamme
li fondono.
Non servono parole
per creare un legame
è il corpo che assume
un volo di piume
Bambole annodate
con fili d'argento
noi,
danzatori nel vento.















