mercoledì, 27 giugno 2007 - giugno 27, 2007 19:16
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L0STANGEL

mercoledì, 27 giugno 2007 - giugno 27, 2007 16:22
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L0STANGEL

giovedì, 21 giugno 2007 - giugno 21, 2007 11:05


Siamo orologi senza le lancette,
clessidre vuote, siamo meridiane
in giorni nuvolosi, o punte vane
di ballerine prive di scarpette.

Parliamo ripetendo frasi dette,
pensate e scritte in epoche lontane:
non siamo Genji, siam le cortigiane,
illuse di esser noi le predilette.


Crediamo ancora a cavoli e cicogna,
all'uomo nero, ed al potere giusti:
noi siamo i sogni che nessuno sogna


senza coscienza di essere incoscienti
diseducati e privi di buon gusto
pensiamo di pensare, e siamo assenti!

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Ti scrivo, forse in rima, per parlarti, perché da queste parti, più
di prima cercarti è una distanza, è un non vedere il seno, il tuo
sedere in questa stanza, e per sentirti scrivo, come viene, lo so, non
scrivo bene, e il mio corsivo son solo rime al vento, senza suono, ma
esprime come sono, e chi divento, e invento gli argomenti più diversi,
a esprimerti coi versi i sentimenti, perversi oppure puri, sempre
strambi, non se poi entrambi duraturi, li scambi per impegni o per
inganni? Non so, diranno gli anni quali segni e danni avranno inferto a
queste vite, i tagli, le ferite che son certo lenite dagli abbagli di
un momento e aperte allo sgomento degli sbagli che a dieci, a cento e a
mille abbiam commesso: ma serve l'insuccesso, e le scintille son spesso
cicli o fasi in un rapporto, e sai, mi sono accorto in certi casi di
come tutto nasca per errore, passioni, amici, amore, ci si casca in ore
inaspettate della vita, in giorni di sopita noia, in date sospese tra i
ritorni e le partenze, in mesi per le assenze disadorni da essenze,
fior di campo, e di sorpresa ti coglie senza resa, senza scampo, accesa
infatuazione, brucia e stende, emacia, sai, ti prende, e il paragone
offende per audacia, ed è sfrontato gioire, è un labbro amato che ti
bacia, peccato non morire in quell'istante intenso in cui esitante vuoi
sparire. E tante volte penso a quel domani sperato in cui rimani, e
cerco un senso di mani, abbracci, sguardi e mi risveglio da solo, e so
che è meglio, e so che è tardi.

(trattasi di finta prosa, in realtà se disposta secondo i normali canoni, il componimento risulta essere composto da una metrica ben precisa)

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[I.]

Li vedo, adesso, i corvi fra i sentieri
di grano, scuri e neri più dei torvi
pensieri di uragano, che il silenzio
disperde nell'assenzio e nel laudano.


Presenzio, e nel veder depositarsi
granelli bianchi e sparsi dentro al verde,
catarsi dei pennelli in acqua sozza
la mano è tavolozza, e i polpastrelli


abbozzano il mio grano, e il blu del cielo
è specchio, e insieme velo di un lontano
sfacelo. Sono vecchio, solo, e certo
ti annoi al mio sconcerto per l'orecchio


offerto agli avvoltoi di questo mondo
rapaci corvi, e in fondo siamo noi,
secondo me, le braci, le faville,
un fuoco per pupille poco audaci.


[II.]


Con mille tele un poco li riscatto
i prestiti che ho fatto in questo gioco
da matto, che detesti, e da fratello,
che adori: sono quello che tu vesti,


pennello dai colori iridescenti
e vivo sentimenti che tu ignori.
Li senti? Ti descrivo quel che provo
per farne un quadro nuovo, più istintivo,


e trovo che a parlarne a te il pensiero
diventa un po' più vero, si fa carne,
leggero sedimenta fra le dita,
convoglio che in salita si rallenta:


la vita è il grano, e il loglio che sta intorno
è il nostro corpo, adorno e insieme spoglio:
nel giorno in cui mi prostro insieme ai padri
rimangono i miei quadri, e un po' di inchiostro.

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Mullah-nasrudin

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L0STANGEL

martedì, 12 giugno 2007 - giugno 12, 2007 17:55

Oggi voglio parlare di una persona conosciuta nel dicembre 2005 in una lista di poesia dei Google Groups.

mullah-nasrudin

Manuel tra l'altro è gestore di un blog splinder la cui visione consiglio caldamente a tutti i lettori di questo post.

http://mullah-nasrudin.splinder.com/Blogger:

La prima cosa che mi colpì di Manuel fu l'estrema franchezza e sincerità nell'esprimere il proprio giudizio verso gli altri iscritti alla lista, anche a costo di venire condannato e tacciato di maleducazione e mancanza di rispetto.

Certo, forse i suoi metodi non erano molto convenzionali, si dileggiava infatti nel commentare gli altrui componimenti con versi in rima taglienti come rasoi, seguendo  uno stile simile a quello di Olindo  Guerrini .

All'epoca, il suo nick era kaschey l'immorale, storpiatura ispirata da una celebre opera di Nikolai Rimsky-Korsakov  Kascej l'immortale.

in seguito, mullah nasrudin grande maestro del sufismo.

Oltre a possedere a mio parere un'ottima tecnica ed una vasta cultura, Manuel mi è caro, perchè se c'è una cosa che apprezzo in una persona, è proprio l'essere sempre se stessa a dispetto delle circostanze dicendo le cose come stanno senza falsi buonismi.

"Sono un amante della poesia, ma la considero un'arte pressochè
morta: non mi voglio addentrare in questioni letterarie o di gusto, mi
limito a un'opinione che rispecchia un modo di sentire. Come molti
nostalgici, però, gioco con quelle forme a me care, e che hanno visto
dei grandi misurarsi. Si badi, non grandi per le forme, ma per i
risultati: Pascoli è l'esempio più evidente a mio parere di
padronanza tecnica al punto tale da non avr più bisogno di forme
predefinite.
Alcuni grandi strumentisti possiedono a tal punto la tecnica dello
strumento da abbandonarla e reinventare il modo di suonare. Ma una cosa
è conoscere un'arte fino a poterla piegare e deformare, altra cosa è
suonare (o dipingere, il parallelo vale per forme d'arte diverse) a
vanvera, con la presunzione di saperlo fare e invocando una presunta
ispirazione o uno 'scrivere di getto'. Che, per l'amor di dio, van
benissimo, basta chiamarli col loro nome.
Io sono più simile a una scimmia che prende a martellate i tasti di un
pianoforte che a un John Cage che sperimenta: non ho né la tecnica,
né il talento, né il gusto per fare altro.
Ma amo chiamare le cose con il loro nome, e non mi permetterei mai di
definirmi 'poeta': quelli sono altri, e altrove, a mio sommesso avviso.

Il gusto per la leggenda russa e la musica di Korsakov mi fa scegliere
'Kaschey' come nick, che mi consente la storpiatura da immortale a
immorale. La favola originaria ha una simbologia molto complessa, di
matrice sufi, un pensiero a me caro. E immorale, anche se sarebbe più
consono dire 'amorale', che non possiede arte e che non cerca consensi
ruffiani, né sa che farsene di gratificazioni a poco prezzo fatte di
scambi di cortesia (che bella la chiusa, oh, che immagini, mi hai
commosso... mi sa che ci dedicherò delle rimacce, prima o poi a questi
convenevoli).

il sufismo è una storia lunga, ma l'inizio è stata la lettura di due libri di importanza capitale: "incontri con uomini straordinari" di G. I. Gurdjieff (o almeno così si faceva chiamare) e "Frammenti di un insegnamento sconosciuto" di P. D. Ouspensky, un suo compagno di viaggio. Pochi libri lasciano realmente qualcosa, dipende spesso da noi, da come siamo in quel momento, dalle condizioni in cui lo leggiamo, dal libro di cui si parla. Ma non si tratta di una questione solo soggettiva. Questi, tra i molti letti, sono due libri che hanno lasciato un'impronta profonda e temo indelebile, due libri che hanno costituito un'esperienza e l'inizio di un'esperienza."

A ME STESSO

Non basta andare a capo per far versi
ritmando rime astruse e alternate
in metro endecasillabo o attenersi
a rigide strutture ponderate.

Non basta riesumare amori persi
con luna e mare in limpide serate,
oppure stare ad autocompiacersi
dei propri mali o delle cose andate.


E quando, in nome della libertà,
si scrive senza rima e senza accento
il verso sciolto è incapacità:


allora ogni scempio e porcherìa
in nome di un talento disinvolto
riporta l'etichetta "poesìa".

MANUEL

NEI PROSSIMI POST INSERIRO' ALCUNE FACEZIE E AMENITA'

(come ama definirle Manuel)

 

 

di MULLAH NASRUDIN
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L0STANGEL

mercoledì, 06 giugno 2007 - giugno 06, 2007 09:43

Finalmente l'alba

Dondola dondola
dondola l'amore
Il cane il gatto il canarino
attendono che un movimento
sciolga l' ingeneroso silenzio
che ci avvolge
Noi
davvero
vorremmo toglierci un bacio
una certezza
parole piene
e vulnerabili attenzioni
ma
tutto sembra sommerso
in queste stanze larghe
traboccanti di scudi
fiaccole
armature
Amami adesso
piccola orchidea
sciogli le catene
che voglio altra luce
che voglio altro oro
per il mio forziere
Questo silenzio
il cane
il gatto
il canarino
che mai abbiamo avuto
tutto verrà compresso
in un abbraccio
Io solo
resterò a guardarti
finché il fuoco nel cielo
non impazzirà di rosso la collina
e poi ancora
E finalmente
l'alba

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Maman

Corri corri
c'è un bambino che piange
è il frutto del ciliegio
è il ramo dell'ulivo
è il braccio teso nella sete di futuro
è il tuo dovere
il tuo grembo che canta
grida pietà
per le incertezze di domani
Corri corri
trattienilo al cordone
che non oserai tagliare
allattalo per sempre
affannata
affamata di lui
ridente
e assopito
così da poterlo custodire
sorridente anche tu
delle impalpabili paure
che ti confondono la schiena
Hai mani da ragazza
che non vorresti abbandonare
Corri corri
c'è tuo figlio che piange
hai mani da donna
accarezzalo
dimentica di te e del bel vestito
abbandonato
intatto
sulla sedia del passato
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ROBERTO PUTZOLU
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